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Il "tatuaggio" che cura il diabete

Dovranno ringraziare l’Università di San Diego i tanti diabetici ormai stanchi di doversi “bucare” tre volte al giorno per tenere a bada la malattia tramite dosi di insulina. Forse più che stanchi, alcuni sono proprio abituati, rassegnati. Rassegnarsi a un’iniezione è molto triste, ma tra poco non sarà più così. Viene proprio dalla California, infatti, l’invenzione di un dispositivo che misura la glicemia e inietta insulina senza dar fastidio.

Da lontano sembrerà solo un “tatuaggio” o, alla peggio, un cerotto. Invece è un sofisticato sistema di elettrodi (che analizzano i livelli di zucchero nel sangue) che grazie all’incrocio delle cariche genera una corrente capace di attirare il sodio tra le cellule e bloccare l’eccesso di glucosio. Per il momento, in fase di sperimentazione, questo “tatuaggio” ha una durata di appena un giorno ma si sta studiando per fare in modo che possa funzionare più a lungo.
Niente più siringhe, niente più fughe nel bagno per pungersi lontano da occhi estranei, tutto più semplice, veloce e indolore. Il metodo del “tatuaggio” però potrebbe essere usato anche per altro, non solo per il diabete. Si parla già di monitoraggio di malattie dei reni e di altri disturbi che partono dalla condizione del diabete e possono svilupparsi in altre e peggiori direzioni. Il dispositivo inoltre potrà avere anche una comunicazione diretta con ospedali e medici, inviando le informazioni via wi-fi.

admin

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