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Parcella stratosferica per le cure della moglie dell'ambasciatore

La moglie dell’ambasciatore russo a Roma si sente male, lui corre a farla curare e si sente dire che sono necessari alcuni esami. Naturalmente desidera il meglio e così viene indirizzato alla clinica privata “Pio XI”, sull’Aurelia. Qui si sono curati molti personaggi importanti, anche qualche Papa … cosa desiderare di più? Forse un po’ di onestà, se è confermata la storia incredibile che oggi riportano tutti i giornali. Ben 18.000 euro in esami medici. Tutti necessari?

La moglie dell’ambasciatore soffriva di dolori addominali che si estendevano a schiena e gambe e dalla fine di ottobre è stata sottoposta a molti accurati esami, incluso quello cardiologico, ortopedico, oncologico, ma anche dermatologico e oculistico che, in apparenza, poco o nulla c’entrano con i problemi accusati dalla signora. Fatto sta che, alla fine, la parcella è stata stellare: 18.000 euro! Per capirne di più, l’ambasciatore avrebbe denunciato la cosa al dottor Roberto Lala, presidente dell’Ordine dei Medici di Roma.

La cosa non ha convinto i pazienti ma nemmeno i carabinieri, che sono intervenuti con i corpi dei NAS presso la nota clinica, indagando cartelle, personale, conti e stipendi. Fermo restando che ognuno degli esami medici, in questo tipo di cliniche, è realmente costoso, bisogna stabilire se erano TUTTI necessari o se ci si poteva fermare prima. Forse il personale ha agito per troppo scrupolo, essendo la signora moglie di un diplomatico straniero? O si è solo tentato di fare i furbi? La fattura riporta solo una piccola parte dei costi (700 euro) per cui c’è da dedurre che il resto sia finito ai singoli professionisti. E la domanda rimane ancora quella: è stato fatto tutto secondo le regole e, soprattutto, era davvero da fare?

admin

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