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Meno antibiotici, più antidepressivi: l'Italia è più saggia e depressa

Forse noi italiani abbiamo finalmente imparato la lezione. Nel corso del 2014 abbiamo smesso di fare uso smodato di antibiotici cominciando a fidarci di più dei consigli del nostro medico. E’ l’abuso di antibiotici che ha permesso di creare la razza di batteri super resistenti che oggi sta mettendo alla prova la nostra ricerca medica. Batteri di malattie fino a ieri curabili, oggi non lo sono più perchè si sono assuefatti alle medicine, proprio per l’uso eccessivo che ne facciamo.

Una buona campagna di informazione ha finalmente avuto successo e l’italiano medio si è dato un equilibrio nell’acquisto di medicine. Non è successa la stessa cosa per i farmaci antidepressivi, però. Se, nei primi nove mesi del 2014, l’acquisto degli antibiotici si è ridotto del 4%, aumenta quello dei farmaci cardiovascolari e di quelli per l’umore. Segno che se gli italiani si comportano meglio riguardo all’influenza stagionale, soffrono di più di disturbi cardiaci e di depressione. Oltre a questi farmaci, rileva l’AIFA, gli italiani consumano anche tanti farmaci per curare lo stomaco, il sistema respiratorio e i farmaci antidolorifici.

Da questo emerge un quadro più completo dello stato di salute del Paese. Un’Italia troppo stressata, troppo depressa, troppo carica di problemi mentali che si riflettono sul fisico. I disturbi cardiaci e gastrointestinali possono provenire da situazioni di stress, così come la depressione. Dunque, il largo consumo di questi farmaci specifici ce lo conferma. Nel caso degli antidepressivi, forse peccano anche i medici. Infatti, questi farmaci vengono prescritti con troppa leggerezza dagli stessi psicanalisti, che pur riconoscendo l’errore, non possono fare a meno di continuare a prescriverli per dare un aiuto alla terapia che conducono con ciascun paziente.

admin

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