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Un raggio al LED curerà il "jet lag"

Il “jet lag”, lo stordimento tipico di chi affronta lunghi viaggi aerei e poi si ritrova, i primi due giorni, a non distinguere più giorno e notte, potrebbe essere risolto presto con l’aiuto di un piccolo raggio di luce al LED. Lo avrebbe scoperto la Vanderbilt University di Nashville (Stati Uniti) lavorando su alcuni esperimenti di laboratorio condotti sui topi. Con un dispositivo speciale che emanava luce al LED hanno manipolato il ritmo circadiano degli animali cancellando in loro il tipico disturbo da jet lag.

Prima era un sospetto, ora una certezza. E’ possibile alterare artificialmente i ritmi sonno-veglia stimolando i neuroni che li regolano e che si trovano nel nucleo soprachiasmatico. Funziona più o meno così: grazie all’uso di impulsi luminosi, fatti con il LED (meno fastidioso di una luce normale) si attivano o disattivano alcuni specifici meccanismi interni in grado di regolare questi ritmi primitivi e dunque si regola l’organismo nel migliore dei modi. Ovviamente, per fare questo, si è lavorato su topi geneticamente modificati, ovvero creati già con dei geni programmati per essere stimolati dalla luce. Una volta colpiti dall’impulso luminoso, questi geni reagivano riprogrammando il ritmo e dunque curando il disturbo.

Questo non significa che per godere di questo trattamento bisogna imporre delle modifiche genetiche anche agli esseri umani, ma che studiando questi effetti sui topi si potrebbe capire come usare fonti luminose per curare il jet lag. In fondo, lo stordimento che ci prende dopo un volo intercontinentale è dato proprio da una stimolazione artificiale del nostro cervello, causata dal movimento dell’aereo verso il sole o lontano da esso.

admin

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