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Rieducare la "memoria" dei linfociti per vincere il cancro

Una scoperta italiana che porta prestigio al San Raffaele di Milano, grazie ai fondi per la ricerca Telethon. I ricercatori italiani hanno infatti portato a termine uno studio sulle cellule del sangue, scoprendo che alcune di esse, se modificate geneticamente, possono ricordare a lungo il proprio ruolo e dunque difendere il corpo dagli attacchi esterni anche per lunghissimo tempo.

Stiamo parlando naturalmente dei Linfociti T, il nostro esercito difensore che interviene quando ci ammaliamo per distruggere virus e batteri. Queste cellule avrebbero una sorta di memoria interna che, se ben maneggiata, può diventare un’arma imbattibile anche contro i tumori. Come spiega l’articolo apparso su “Science Translational Medicine”, grazie a una terapia genica mirata queste cellule possono imparare a riprodursi per anni mantenendo la memoria del loro ruolo di difensori contro i nemici esterni del corpo. Significa che possono ricordare una malattia e sapere come combatterla anche se questa si ripresentasse dopo 40 anni!

Riuscendo ad agire su questo tipo di memoria a lungo termine, in modo che riconosca come nemiche le cellule giuste, ovvero quelle intaccate da un male -anche da un tumore, si potrà tenere sempre all’erta il sistema immunitario. In questo modo il corpo dovrebbe subito riconoscere una cellula malata da una sana e intervenire per distruggere solo quella, riuscendo in poche parole a sconfiggere anche malattie come il cancro senza troppo aiuto da parte dei medicinali chimici. Significherebbe un valido modo di difendersi mantenendo il corpo sano e forte, senza le debilitazioni che spesso derivano dalle terapie chimiche.

admin

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