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Psichiatria: la crisi alimenta i disturbi mentali

Basta sentire il telegiornale la sera per capirlo: non si contano più i casi di omicidio-suicidio in famiglia, come se l’intera popolazione fosse impazzita e si fosse votata all’autodistruzione. Il rischio c’è, ed è dovuto alla crisi economica che, sebbene stia cominciando finalmente a lasciar spazio a speranze di ripresa, è ancora evidente e pesante. Dal 2009 ad oggi, sono triplicati i casi di disturbo mentale.

Non sempre un evento traumatico fa impazzire le persone. Esistono soggetti capaci di riprendersi e di gestire la propria vita anche dopo un terremoto, uno stupro, una strage. Alcuni vivono un periodo di stress post traumatico e ne escono dopo diversi anni. Altri ancora non si riprendono più e somatizzano la paura e l’angoscia chiudendole dentro di sé e alimentando un disturbo mentale preesistente, o creandone uno ex novo. Il risultato sono gesti sconsiderati che spesso portano via con sé anche figli e partner innocenti, o ignari passanti. E’ la violenza folle di chi sa che non ha più nulla da perdere, tipico dei Paesi in crisi.

E’ l’insicurezza per il futuro che alimenta l’ansia a livelli tali da far impazzire un essere umano, e per aiutare questi soggetti a quel punto occorre l’aiuto di specialisti molto bravi. Certo, anche i media potrebbero fare la loro parte, evitando di ribadire notizie drammatiche e angoscianti. Giusto dare la cronaca del momento, ma senza portarla all’esasperazione. E tuttavia questo è il tempo ottimale per psicologi, psichiatri e operatori sociali, perchè la popolazione da recuperare è davvero tanta. Anche coloro che non manifestano l’ansia con la violenza soffrono allo stesso modo e anzi forse di più, perchè non sfogano. Incoraggiare la gente deve diventare il “mestiere” principale di tutti, per evitare che la follia della paura faccia altre vittime innocenti.

admin

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