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Vince un ricorso sull'impianto di embrioni, ma ormai ha 50 anni

E’ una di quelle storie all’italiana, che fa sorridere e piangere allo stesso tempo. La storia di una coppia di Bologna che si sposa nel 1998 e che non riesce ad avere figli. Cure, terapie, tentativi … alla fine lui si ammala gravemente e così insieme decidono di non provare più ad avere bambini. Ma otto embrioni già fecondati e formati rimangono congelati in attesa di sviluppi futuri. Alla fine però l’uomo muore.

A quel punto, la vedova decide di avere un figlio per far rivivere in qualche modo suo marito. Si rivolge al centro che detiene gli embrioni congelati ma la direzione le nega il permesso. Secondo la legge, la gravidanza può avere inizio se entrambi i coniugi sono in vita. Ed ecco che comincia la lunga ed estenuante battaglia legale per far valere le ragioni di una madre, legittima, di quei possibili bambini “in attesa di giudizio”. Un percorso difficile che giunge però a una felice conclusione nel 2014 quando il Tribunale Civile di Bologna dichiara che non c’è più tempo da perdere. Che la donna, che nel frattempo ha compiuto 50 anni, non può rimanere ancora in attesa di conferme o smentite e che deve essere eseguito l’impianto degli embrioni d’urgenza!

Tutto il dibattito si è svolto sulla interpretazione della legge 40 e sullo stato degli embrioni che, se non richiesti per molto tempo, vengono dichiarati “in abbandono” e quindi in teoria possono essere usati per altri scopi o per altre gravidanze. Secondo i giudici che hanno sciolto il dilemma, questi specifici embrioni non erano mai stati abbandonati perchè la coppia non aveva mai espresso il desiderio di disfarsene. Dunque, sebbene non esistessero dichiarazioni valide del contrario, significava che li avrebbero riutilizzati in seguito. E ora la donna, sebbene sola, dovrà riutilizzarli per legge. Decisione che sicuramente la rende felice, ma arriva ormai con troppo ritardo. Una gravidanza a 50 anni, per una donna senza un compagno, in tempi di crisi come questi è un rischio davvero troppo elevato. Ma non è nemmeno giusto che il sogno di una madre sia annullato per i ritardi decisionali della legge.

admin

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