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A Sanremo si parla di Ebola: sul palco il medico guarito

Il dottor Fabrizio Pulvirenti sale sul palco di Sanremo e per un attimo la grande manifestazione canora, la più importante d’Italia, cambia aspetto. Perchè un conto è cantare poesie di tolleranza e di forza, un conto avere di fronte chi ha vissuto la vita reale sulla propria pelle a rischio di morirci. Modesto e gentile come sempre, il dottore siciliano primo malato di Ebola in Italia -e primo ad averla sconfitta- rigetta ancora l’etichetta di “eroe”.

“Sono diventato un simbolo solo perchè sono un italiano, un europeo” dichiara, come a volerci ricordare che se fosse stato solo un povero africano non sarebbe stato lì a parlare, sarebbe stato ancora una volta solo un numero nel mucchio. Perchè Ebola esiste da 50 anni, ma finora nessuno si è mosso per curarla perchè non aveva mai colpito fuori dall’Africa. E’ come se gli africani fossero esseri umani di serie C! Ne approfitta, il dottor Pulvirenti, per raccontare del nuovo ospedale di Emergency in Sierra Leone, degli sforzi dei volontari -loro sì, veri eroi!- che ancora combattono tra quelle foreste. Perchè l’emergenza Ebola non è finita e non finirà con questa epidemia.

Il dottore invita anche ad aiutare chi ancora sta lottando. Non bisogna per forza andare in Africa per farlo, basta uscire dall’indifferenza e cominciare a dare una mano anche a chi abita a due passi da noi. Ha scelto Sanremo per questo appello per dare un senso a una serata, bellissima ma ancora troppo alienata dal mondo reale, mentre così la sua voce ha raggiunto milioni di spettatori. Ma c’è spazio anche per un momento di relax e sorride, il dottor Fabrizio, quando gli chiedono che ricordi ha di un suo Sanremo particolare. E lui cita la canzone “Brividi” di Rossana Casale. Perchè anche gli eroi moderni hanno un cuore un po’ antico.

admin

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