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Si cura il cancro e al ritorno trova la lettera di licenziamento

Duecento giorni di assenza sui 180 permessi dal capo. La logica conseguenza è il licenziamento. O meglio, sarebbe logica se l’assenteista in questione fosse un’impiegata menefreghista che ha passato tutto il tempo a far spese. Invece lei, Simona, quarantenne dipendente di un centro commerciale di Roma, era in ospedale a curarsi il cancro. Lo aveva detto, aveva ricevuto la sua parte di solidarietà e comprensione, ma alla fine della terapia è stata licenziata in tronco.

Il fatto, che se confermato in tutte le sue parti, sarebbe gravissimo e non unico, purtroppo, è stato denunciato dall’Unione Sindacale di base. Il centro commerciale, e in particolare il reparto di elettronica dove la donna lavorava, ha semplicemente applicato la legge ma forse avrebbe potuto non farlo, dato che conosceva benissimo le condizioni di Simona e sapeva che ha sulle spalle anche una famiglia con una bambina piccola. Pochi mesi fa qualcosa di simile era successa anche a una donna autista di autobus, che è stata salvata dal licenziamento solo perchè i colleghi le hanno ceduto i loro giorni di ferie per permetterle le cure. E un caso analogo si era registrato a Brindisi.

E’ vero che c’è la crisi e che le aziende non possono fermarsi per ogni singolo caso, ma le aziende funzionano perchè “ogni singolo caso” offre il proprio lavoro. E in caso di malattia dovrebbe essere l’azienda stessa a garantire le cure, soprattutto se il malato è un dipendente attento e onesto, come pare sia Simona in questa vicenda. I sindacalisti avvisano: “Impugneremo il licenziamento e chiederemo l’immediato reintegro” e si spera che possano riuscirci. Siamo sicuri che i colleghi e i capi di Simona hanno dovuto agire così perchè costretti dal contratto ma che se la solidarietà per la loro amica è vera troveranno una soluzione alternativa. E’ stato provato scientificamente che le persone malate di cancro trovano conforto nel proprio lavoro, nel sapere di essere ancora utili e nel sapere che la loro vita, nonostante tutto, va avanti.

admin

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