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Vaga in stato confusionale a 15 anni: colpa di troppe ore al PC

Internet sul computer, internet sul cellulare, internet sul tablet e nella mente. Anche quando tutto è spento il cervello continua a dirigersi verso quell’universo virtuale che oggi si sviluppa su Facebook, Twitter, Whatsapp e Instagram. Per non parlare della PlayStation che si usa per “riposarsi” da Internet! In poche parole, ore su ore di occhi agganciati allo schermo, di cervello assorbito da attività virtuali. I rischi sono tanti, soprattutto per i soggetti più sensibili.

Ed è stata un’overdose di schermo, un eccesso di Internet a stordire un ragazzino umbro originario di Montefalco (Perugia) scomparso di casa senza preavviso e senza alcun apparente motivo. Nessun problema a scuola, nessun dramma familiare. Semplicemente sparito, volatilizzato. Finchè non è stato ritrovato alla stazione Santa Maria Novella di Firenze, in stato confusionale. Fermato dalla polizia, sono stati chiamati subito i soccorsi e il giovanissimo vagabondo è stato ricoverato in ospedale.

Non appena si è ripreso, il quindicenne ha detto ai medici di aver trascorso tutta la notte su una chat e di essere uscito la mattina presto per incontrare la persona con cui aveva parlato, proprio alla stazione di Firenze. Persona di cui non c’era traccia e della quale il ragazzo non ha saputo fornire una descrizione attendibile. La diagnosi: psicopatologia da dipendenza tecnologica, ovvero stato di confusione, ansia e depressione, che necessiterà di una assistenza neurologica e sicuramente di una disintossicazione immediata. E forse di un controllo più serrato da parte degli adulti di casa.

admin

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