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Un bacino in titanio per salvare un ragazzo dall'osteosarcoma

Intervento unico al mondo, a Torino. Avviene all’ospedale CTO su un ragazzo giovanissimo (18 anni) e già aggredito da uno dei peggiori tumori al mondo: quello alle ossa. Osteosarcoma, per giunta al bacino, una delle zone del corpo fondamentali. Il bacino ci consente di stare in piedi, di camminare, di reggere la colonna vertebrale, assumere la posizione seduta. Ed è difficilissimo da operare.

Un rischio molto alto che però doveva fare i conti con un’alternativa peggiore, la certezza della morte. Lasciare un tumore dentro il bacino voleva dire permettergli di espandersi ovunque. E allora si è tentato il miracolo: prima la chemioterapia, lunga (16 cicli) e pesantissima, per ridurre le dimensioni, poi un intervento chirurgico di 12 ore e l’asportazione di buona parte del bacino mangiato dal cancro. In sostituzione è stato impiantato un bacino artificiale, in lega di titanio, proveniente dagli Stati Uniti.

Il bacino di titanio era rivestito con il tantalio, un materiale che si lega perfettamente col tessuto osseo e che dunque viene applicato direttamente alle fibre scheletriche della parte amputata. Inoltre, questo bacino in particolare era stato costruito su misura grazie alle foto inviate tramite TAC ai laboratori americani. Perfetto inserimento, rischio di rigetto ridotto al minimo, e finora pare sia andato tutto bene. Il paziente è sveglio, sta fondamentalmente bene e la parte malata è finalmente fuori dal suo corpo che così ha recuperato speranza di vita e soprattutto la certezza di poter ancora reggersi sulla spina dorsale e sulle gambe come prima. Un successo davvero meritato per la bravissima equipe del CTO che ha voluto tentare a tutti i costi.

admin

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