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Emofilia: primi buoni risultati con la molecola T.Alfa

Per fortuna oggi di emofilia si può anche sopravvivere. Purtroppo non esistono cure per questa malattia, ereditaria in linea maschile, che impedisce al sangue di coagulare e fa diventare rischioso qualsiasi taglietto sulla pelle! Un tempo si moriva, oggi si controlla e si può garantire a queste persone una vita quanto più possibile normale. Ma la ricerca non si ferma e spera ancora di trovare una cura definitiva.

Una speranza verrebbe da una nuova molecola dal nome strano: TUROCTOCOG ALFA. Si tratta dell’VIII fattore della coagulazione ricombinante, che deriva dal DNA, ed è stato introdotto già una decina di anni fa ma solo dopo diverse sperimentazioni e il confronto dei risultati si sta cominciando a parlare della sua efficacia. Uno studio lungo che aveva come scopo quello di capire in che modo agisse T.ALFA e in quale misura si potesse pensare di usarla per ideare una cura in particolare per i malati di emofilia tipo A.

Con oltre 210 persone emofiliche seguite durante il programma di sperimentazione del “GuardianTM”, si è osservata ad esempio la NON formazione di anticorpi inibitori in tutti i partecipanti, il che è già un grande vantaggio perchè a causa di questi anticorpi la terapia sostitutiva diventa inefficace. L’intervento con la nuova molecola T.ALFA ha permesso inoltre di seguire i trattamenti con maggiore sicurezza ed efficacia. A differenza delle cure finora usate, questa può essere somministrata in ambienti, situazioni e condizioni climatiche diverse, perchè resiste anche fino a 30° per 6 mesi. Il fatto che questa molecola derivi dal DNA alimenta le speranze della ricerca di essere vicini a trovare la chiave di lettura ultima per capire e combattere meglio l’emofilia.

admin

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