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Una "risonanza" italiana che fotografa e distrugge il tumore

Una ricerca italiana ha prodotto un meccanismo che potrebbe rivoluzionare il mondo delle cure antitumorali. Lo sta sperimentando, per primo, lo IRST dell’Emilia Romagna e il periodo durerà tre anni. Ogni anno verrà applicato il metodo a diversi tipi di tumore e a diversi tipi di funzione: diagnostica, sicurezza, tollerabilità, convenienza, e così via.

La funzione più interessante di questo macchinario è quella di individuare i danni prodotti dalla chemioterapia nell’organismo, cosa che potrebbe limitare l’uso dei farmaci e alternarlo con altre cure per non peggiorare le situazioni. Ma lo scopo principale è quello di bruciare le cellule tumorali. Il macchinario, che si chiama “Rm 3Tesla” funziona come una risonanza magnetica ma con un sistema di ultrasuoni altamente concentrati che, man mano che scatta la fotografia al tumore, blocca le cellule malate distruggendole. Una tecnica mirata che, contrariamente alla chemio, non ha effetti collaterali sgradevoli.

La potenza raddoppiata del Rm 3Tesla permette di individuare tracce di tumore anche piccolissime, anche di pochi millimetri. Individua ogni lesione, anche quelle causate dalla chemioterapia come abbiamo detto, e dunque in una sola azione monitora il tumore, lo distrugge, fotografa i danni o i tumori in fase iniziale e permette ai medici di rimediare per tempo. Le prospettive sono molto incoraggianti e si sta già pensando a come usare questa splendida invenzione dopo la sperimentazione, in particolare nel campo delle malattie cerebrali ma anche per il cuore, per individuare quelle anomalie spesso minuscole che possono però fermare una vita umana nel bel mezzo della giovinezza.

admin

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