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A Trieste hanno scoperto come si mimetizza l'HIV

Tana! Scoperto! Ancora una volta la ricerca brucia le tappe e insegue il virus HIV nei suoi milioni di trucchetti diversi. Una delle difficoltà di curare l’AIDS era proprio questa… il non sapere dove si andasse a nascondere il virus HIV quando penetrava le cellule e non poterlo stanare in nessun modo. Oggi qualcosa è cambiato, grazie ai ricercatori dello International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology di Trieste.

I farmaci moderni, che riescono comunque a rendere la vita difficile al virus, nulla possono quando questo passa a infettare nuove cellule perchè scompare all’interno di esse assumendo forme e dimensioni simili a quelle della cellula e quindi ingannando l’occhio del ricercatore. Oggi sappiamo invece come fa l’HIV a scegliere quei 20.000 geni dentro cui mimetizzarsi. In poche parole, dopo essere entrato in una cellula sana, HIV integra il proprio DNA al guscio esterno che protegge il nucleo cellulare. Insomma, è come se il virus entrasse attraverso una serratura e poi si trasformasse in quella stessa serratura, così che nessuno potrebbe mai capirlo.

Esso assume l’esatta forma della architettura del nucleo dei linfociti e delle zone che il virus sceglie per nascondersi e per questo nessuno lo trovava là dentro. Perchè lui stesso era quel “dentro” che si continuava a studiare. Aver capito questo significa, ora, creare farmaci con funzioni totalmente nuove, che conoscono meglio il bersaglio da colpire e che possono farlo con la massima sicurezza, mentre prima si andava un po’ alla cieca. Il merito di questa novità va al nostro Paese (Università di Trieste, Università di Modena) ma anche a Genethon di Parigi e ai ricercatori stranieri che operano dagli anni Ottanta a Trieste presso i centri di ricerca ICGEB.

admin

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