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L'ora legale fa venire l'infarto

Si avvicina il cambio dell’ora legale e se da un lato siamo tutti più felici di avere pomeriggi lunghi e giornate luminose, dall’altro per alcuni di noi si avvicina un pericolo inesorabile. Secondo gli studi della Università del Michigan, sarebbe proprio il periodo compreso tra l’ingresso dell’ora legale e le seguenti tre settimane quello in cui si verificano più infarti in assoluto. Come mai questo controsenso?

Gli infarti sarebbero più frequenti di lunedì e non solo il lunedì dopo il cambio dell’ora ma anche i successivi lunedì del primo mese. Questo perchè il lunedì è, di norma, il giorno più stressante della settimana, quello in cui si riprende il lavoro e ci si carica di tutti i problemi presenti e futuri. A questo si aggiunga un riadattamento forzato al cambio dell’ora, al tempo del riposo che diminuisce e sommati tutti questi fattori a qualcuno può scoppiare il cuore. L’ideale sarebbe adattarsi all’ora legale poco per volta, magari aumentando le ore di sonno di 15 minuti ogni notte finchè il corpo non si sarà assuefatto.

I disfattisti, invece, invocano l’abolizione di questa “altalena” dei cambi di ora e propongono un’ora legale che duri tutto l’anno. Ma questa idea non funzionerebbe, sia perchè altererebbe definitivamente il metabolismo dell’uomo sia perchè, in ottobre, c’è un riscontro positivo. I primi 4 lunedì dopo il ritorno dell’ora solare, gli infarti diminuiscono del 21%. Che accadrebbe se invece si continuasse a oltranza, perdendo ore preziose di sonno e stravolgendo ogni ritmo senza alcun criterio? I dati raccolti dall’ateneo americano si basano su visite cardiologiche e ricoveri calcolati tra il 2010 e il 2014.

admin

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