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La cuffia anti-calvizie per i malati oncologici

La perdita di capelli, una delle più odiose conseguenze della chemioterapia. Per tutti, ma per le donne in particolare. Purtroppo non si può contrastare, se non con qualche palliativo come le parrucche o i cappellini per nasconderlo … ma la ricerca sta sperimentando metodi nuovi e altamente tecnologici per trovare soluzioni più concrete a questo problema. Una potrebbe essere la nuova cuffia anti-calvizie refrigerante.

Si tratta di uno strumento in fase di sperimentazione su 88 donne sottoposte a chemioterapia all’ospedale Ramazzini di Carpi (Modena), e funziona come una cuffia da piscina ma dotata di sensori in grado di abbassare fortemente la temperatura della pelle del cranio. La chemioterapia atrofizza i bulbi piliferi che si staccano e fanno cadere i capelli … le basse temperature rallentano l’afflusso del sangue ai follicoli evitando così la loro distruzione immediata. Non si sa se tutti siano in grado di sopportare una temperatura di 4° in testa, ma certamente i test di Modena stanno dimostrando che il successo della cuffia va tra il 55 e il 62%.
Attualmente, oltre alla zona di Modena, la cuffia è in fase di test anche a Parma e ad Avellino, per il sud. In questo modo forse non si garantisce di salvare tutti i capelli, ma per lo meno la perdita avviene diradata nel tempo dando così il tempo ai capelli nuovi di crescere subito dopo. In poche parole, il paziente nemmeno si accorgerà che i suoi capelli subiscono una riduzione. E per le donne questo sarà sicuramente un incentivo per sentirsi più sicure e più forti, mentre affrontano malattie molto gravi.

admin

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