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Autismo: una forma "malata" di intelligenza?

Un tempo i malati di autismo venivano internati nei centri per disabili e considerati “stupidi”. Niente di più sbagliato, come dimostra il film “Rain Man” ispirato a diverse vicende di autistici “geniali” come li ha definiti una delle primissime ricerche francesi: idiots savants, idioti colti. Oggi, le nuove ricerche cancellano anche quel residuo di sospetto, quel “idiota” detto non con cattiveria ma con la convinzione che comunque il cervello di queste persone fosse imperfetto.

Invece, dall’australiano Queensland Institute for Medical Research, veniamo a sapere che i geni che scatenano l’autismo sono gli stessi che in altri soggetti favoriscono la formazione di un’intelligenza molto sviluppata! Come si spiega questo controsenso? L’idea è che questi geni giochino un ruolo fondamentale anche nella mente di un autistico, ruolo che determina una grande attività cerebrale ma non controllata. Come dire: in una persona normale il “genio” viene incanalato e usato secondo criteri buoni o cattivi; nel malato di autismo questo vibrare di intelligenza non si riesce a indirizzare e dunque rimane “chiuso” nel loro cervello.

Analizzando test intellettuali di 100.000 persone, si è visto che coloro che presentavano varianti della malattia autistica ottenevano punteggi migliori, anche di quelli sani! E’ pur sempre vero che il 70% degli autistici rimane di fatto disabile mentale, perchè non in tutti la malattia si manifesta allo stesso modo e non tutti sono “intelligenti” o “geniali”. Ma quel rimanente 30% presenta questo misterioso legame tra autismo e intelligenza superiore che può aiutare a spiegare tante cose. Può aiutare i medici a capire meglio le differenze nell’ambito della stessa malattia e a indirizzare così gli individui a un trattamento piuttosto che a un altro.

admin

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