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Prestigioso premio scientifico al professor Adriano Chiò per ricerche sulla SLA

E’ un premio molto prestigioso, consegnato dopo attenti esami e severi giudizi. Vincerlo è più di una semplice soddisfazione, è segno che sei il migliore al mondo. E questo riconoscimento, lo SHEILA ESSEY AWARD rilasciato dalla American Academy of Neurology e dalla Amyotrophic Lateral Sclerosis (ALS) Association, per il 2015 è andato a un ricercatore italiano.

Una splendida sorpresa per il professor Adriano Chiò, direttore del Centro per la Sclerosi Laterale Amiotrofica dell’ospedale Molinette di Città della Salute, a Torino. Il professore, che dirige anche il Dipartimento di Neuroscienze, Clinica Neurologica II, dell’Università di Torino, ha condotto negli anni numerose ricerche su questa malattia che colpisce principalmente (ma non soltanto) gli atleti e che ancora non ha spiegazione definitiva. Usando il Registro Piemontese della SLA, il suo lavoro ha permesso di identificare nuovi aspetti della malattia e di aggiungere i rischi ambientali alle possibili cause che la scatenano. Oltre a ciò, le ricerche di Chiò hanno contribuito a identificare i geni della malattia, come C9ORF72.

In poche parole, il lavoro del professore piemontese ha rivelato al mondo che la SLA non è “una malattia” ma una serie di patologie che si fondono in un unico percorso. Qualcosa a cui ancora non si era pensato e che ha permesso di aprire nuovi importanti scenari sullo studio di una possibile cura. Nel ricevere il prestigioso premio, che gli verrà consegnato fisicamente in aprile a Washington, il professor Chiò ha dichiarato di essere “molto onorato” e che questo “è lo stimolo per proseguire nell’impegno”. E’ un onore anche per la ricerca italiana, sempre tra i primi posti a livello internazionale, nonostante i tanti e gravi problemi che continua ad avere in patria.

admin

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