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Ebola, contagio quasi fermo ma allarme sempre attivo

L’emergenza Ebola non finisce. Sicuramente rispetto a quando è iniziata, esattamente un anno fa, è molto ridimensionata e i contagi sono fortemente rallentati, in alcuni Paesi addirittura finiti … ma l’errore di sottovalutare questo virus non deve essere fatto. E’ stata la superficialità del passato a rendere così aggressiva questa epidemia e questo non deve più accadere.

Oggi che il numero dei morti si è “fermato” a 10.000 e che alcuni stati, come il Mali e la Sierra Leone, non hanno registrato più nuovi casi si può parlare di emergenza contenuta ma bisogna sempre rimanere all’erta. Come in Liberia, dove solo la scorsa settimana avevano riaperto le scuole perchè non si era più ammalato nessuno ma è comunque venuto fuori un nuovo caso nella capitale. Tirare un sospiro di sollievo è d’obbligo, ma senza cullarsi troppo. I governi devono fare la parte principale, tocca a loro monitorare laddove non arrivano i bravissimi Medici Senza Frontiere.

L’epidemia dello scorso anno scoppiò anche perchè alcuni presidenti minimizzarono, nascosero l’emergenza per evitare il panico. Oggi però anche i politici locali sono ben istruiti sul da farsi e la gente sa quando e a chi rivolgersi in caso di sintomi. La OMS, però, dichiara che si poteva fare di più e che la partecipazione internazionale -al di là dei vaccini inviati- è stata meno intensa del previsto. Ebola è un dramma che riguarda tutti, perchè l’Africa non è più isolata e sono tanti i movimenti di cose e persone che entrano ed escono dal continente e che potrebbero rendere Ebola mondiale.

admin

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