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Trapianto da cadavere dopo 4 giorni: primo in Europa

I primi a provarci erano stati gli australiani, al seguito dei primi test avvenuti negli Stati Uniti. Per l’Europa, questo è il primo caso in assoluto e dato il grande successo sarà certamente il primo di una nuova svolta nel campo dei trapianti. In Inghilterra, al Papworth Hospital nel Cambridgeshire, è stato eseguito il primo trapianto di cuore da cadavere.

Finora i trapianti sono sempre avvenuti da corpi in morte cerebrale, ovvero con le funzioni vitali azzerate ma con la circolazione sanguigna ancora in atto e il cuore lievemente battente. Una condizione che richiede il consenso scritto o quello verbale dei parenti, che spesso però temono di darlo perché sperano sempre in un risveglio. Condizione che richiede, inoltre, un periodo di osservazione per accertarsi della morte cerebrale e poi una corsa per espiantare e trapiantare gli organi, prima che si deteriorino. Un trapianto da cadavere era possibile solo se si eseguiva tutta l’operazione entro 15 minuti, cosa evidentemente impossibile!

Fino alle nuove tecniche sperimentate, appunto, in America. Una volta prelevato l’organo da una persona già morta (senza circolazione, dunque) questo viene ibernato e trattato con sostanze nutritive che riescono a mantenere i tessuti integri anche per molto tempo dopo l’avvenuta morte. E questo è avvenuto in Inghilterra, per la prima volta, su un uomo di 60 anni in lista d’attesa da anni. Il cuore che ha ricevuto era “morto” da 4 giorni ma era stato trattato in modo da mantenere le cellule ancora attive e pronte per ricominciare a vivere in un altro corpo. Se questa tecnica, come sembra, si dimostra un successo si accorceranno di molto le liste di attesa per i trapianti e soprattutto cadranno quei limiti etici e affettivi che straziano i parenti di una persona in coma, o in morte cerebrale.

admin

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