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Studio internazionale produce un guanto per muovere le mani paralizzate

Tornare a muoversi dopo un ictus, una paralisi parziale… e forse anche una totale. Un sogno, una meta, una battaglia che la ricerca scientifica conduce insieme alle altre competenze come l’ingegneria e la robotica. Il percorso è ancora lungo, ma un lavoro di grande collaborazione (chiamato Progetto Way) tra sei nazioni diverse ha prodotto un piccolo miracolo che si chiama HX: un guanto robotizzato che permette di muovere mani ormai considerate morte.

Ci hanno lavorato con molto impegno la Scuola Superiore Sant’Anna per l’Italia, insieme alla Germania (Università Eberhard Karls, Tübingen), alla Spagna (centro di neuro-riabilitazione Guttmann Institut, Barcellona), alla Svizzera (Idsia, Lugano), alla Svezia (Università di Umeå) e all’Islanda (azienda di protesi Ossur). L’innovativo guanto è stato presentato alle Fiere di Parma, alla XIV edizione di MECSPE, la fiera internazionale delle tecnologie per l’innovazione, organizzata da Senaf perché proprio all’Italia è toccato il ruolo di capofila del progetto, il cui nome Way nasce dalla contrazione di “wearable interfaces for hand function recovery” (interfaccia indossabile per il recupero delle funzioni della mano).

Il lavoro era cominciato già nel 2008 con gli studi sulle protesi bioniche per i pazienti amputati. Durante lo studio però si è pensato che come le funzioni si riattivavano in arti “fantasma” a maggior ragione potevano attivarsi in arti veri ed esistenti. Così si è cominciato a pensare a un sistema per far tornare a muovere mani immobilizzate da ictus, lesioni del midollo spinale o del plesso brachiale, lesioni del cervello in generale. La mano viene circondata da questo guanto munito di sensori e di trasmettitori che funzionano con pulsantiere sistemate nelle dita stesse. Il sistema vibro-tattile si collega all’attività neuronale del cervello e ne memorizza i comandi permettendo così di riprodurre i movimenti voluti. Una sorta di “esoscheletro” meno ingombrante, insomma, che riporterà speranza a circa 7.500 persone ogni anno.

admin

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