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Allarme a Milano per sospetto caso di Ebola

Sono ore di attesa e di ansia, queste di oggi, a Milano. Sebbene i primi risultati degli esami stiano facendo tirare a tutti un gran sospiro di sollievo, per tutta la notte si è temuto di avere a che fare con un nuovo caso Ebola italiano. Protagonista, una dottoressa di 53 anni di Piacenza, che era da poco rientrata dopo un lungo periodo di volontariato in Sierra Leone, proprio tra i malati di Ebola.

La dottoressa, che fa parte di Emergency, aveva cominciato a sentirsi male poco dopo il rientro a casa e sapendo bene da quale esperienza proveniva ha pensato di farsi ricoverare presso l’Ospedale Sacco di Milano. Subito messa in isolamento, sono iniziate le procedure per le varie analisi atte a individuare la presenza del virus africano nel suo corpo. I risultati, che sono stati inviati allo Spallanzani di Roma (centro autorizzato al trattamento di Ebola) hanno restituito nelle prime ore di oggi risultati negativi. Il che fa ben sperare, ma occorrerà comunque ripetere gli esami per sicurezza e farne dei nuovi.

La prassi vuole che i test vengano rifatti dopo 48 ore, quindi soltanto sabato sapremo se l’allarme è rientrato o meno. Dati i risultati negativi, non c’è alcuna ragione di credere che le seconde prove daranno esito diverso e forse possiamo già parlare di allarme cessato. La certezza assoluta l’avremo poco prima di Pasqua. Comunque vada, l’Italia è stata messa di nuovo alla prova, dopo il caso (vero) del medico siciliano guarito in gennaio. E ancora una volta il Paese si è dimostrato pronto e abile nell’affrontare lo spettro Ebola, così da farci dormire sonni sicuri. I nostri medici sono in gamba e sapere che anche Milano, dopo Roma, ha saputo arginare l’emergenza con tanta prontezza è un’ottima notizia, in vista della Expo 2015 che sta per aprirsi proprio in quella città.

admin

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