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Cancro infantile: si sopravvive di più, ma non sempre in buone condizioni

Buone notizie dagli Stati Uniti. I progressi della scienza stanno raggiungendo lo scopo di far sopravvivere i pazienti vittime di tumori in età infantile. Sempre più persone, in America e nel mondo, guariscono dai tumori infantili o almeno prolungano la sopravvivenza oltre i 10 anni di controllo previsti. Questo è sicuramente un buon segno sebbene non cancelli tutti i problemi di questi ragazzi.

Come rivela uno studio della Feinberg School of Medicine della Northwestern University di Chicago, tramite la rivista “Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention”, prendendo in esame i dati dal 1975 al 2011 la sopravvivenza ai tumori infantili è aumentata moltissimo. Oggi si parla di 388.501 persone, ovvero di circa 60.000 in più rispetto a dieci anni fa. Tra questi, l’84% è sopravvissuto oltre i cinque o dieci anni di controllo, il 70% ha raggiunto l’età adulta. Il problema, però, è che queste malattie anche se guariscono si lasciano dietro strascichi cronici che accompagnano la persona per sempre.

E se la maggior parte presenta patologie croniche lievi, il 32% si porta appresso condizioni gravi o molto gravi che condizioneranno la loro vita più o meno come avrebbe fatto il tumore, con la sola differenza che non c’è un alto rischio di morte. Buona parte dei sopravvissuti ha sviluppato problemi neurocognitivi entro i 50 anni, altri hanno sofferto di compromissione della salute mentale, di depressioni e ansie. Lo studio dimostra che non basta “sopravvivere” al cancro per parlare di vittoria, ma si deve porre l’attenzione sulla qualità di vita che i sopravvissuti condurranno da quel momento in poi, cercando di intervenire in modo da annullare anche questo strascico che, in alcuni casi, porta pure a recidive in età adulta.

admin

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