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Se il cervello è in movimento il tumore si ferma

Il film “La teoria del tutto” narra la storia vera del fisico Stephen Hawking al quale fu diagnosticata una malattia neurodegenerativa con aspettativa di vita di due anni. Erano gli anni Sessanta e oggi, 2015, Hawking è ancora vivo e ha compiuto 73 anni! Un miracolo? Forse. O forse la sua grande attività cerebrale, il suo genio matematico, ha tenuto in vita cervello e corpo tanto a lungo. Certamente le malattie degenerative non sono tumori … ma uno studio pubblicato sulla rivista “Nature Communications” dimostra che forse qualcosa di simile si può ottenere anche in caso di tumore.

L’attività del cervello può essere forse la cura migliore per le malattie che lo riguardano. Come è stato per la sindrome che ha colpito Hawking potrebbe essere per il cancro. La ricerca sta puntando soprattutto sul glioma, uno dei tumori cerebrali più aggressivi e invasivi. Al momento non è curabile e viene solo arginato con trattamenti palliativi finché è possibile. La nuova tesi, che viene da alcuni studi della nostra università romana “La Sapienza”, ipotizza che l’influenza dell’ambiente e dell’educazione possa influire sul decorso della malattia anche in assenza di vere cure farmacologiche. Gli stimoli esterni contribuiscono a rallentare la proliferazione delle cellule tumorali, riducendo la massa e di conseguenza aumentando le aspettative di vita.

I test finora sono stati condotti sui topi, alcuni cresciuti in ambienti molto stimolanti (con i loro simili, con giochi e strutture da esplorare, con cambiamenti continui) e altri cresciuti in gabbie più limitate e prive di diversivi. Ed effettivamente gli animali che crescevano con più stimoli si ammalavano di meno di tumore al cervello, e se si ammalavano vivevano molto più a lungo rispetto ai topi non stimolati. Il “segreto” dovrebbe essere l’azione diretta del cosiddetto “fattore neurotrofico cerebrale”, ovvero la maggior produzione di neurotrofina che agisce sul recettore TrkBT1, espresso dalle cellule tumorali, bloccandolo. Con esso si blocca la proliferazione delle cellule e dunque la crescita del tumore. Ma un ruolo importante potrebbe averlo anche la produzione di IL-15 da parte dei macrofagi che infiltrano la massa tumorale e stimolano le cellule “killer” per eliminare la massa malata. Se tutto questo fosse provato, e la sperimentazione sull’uomo lo confermasse, potremmo avere un valido aiuto contro queste malattie grazie soltanto all’allenamento cerebrale dato dalla Settimana Enigmistica o da un interesse intellettuale qualsiasi.

admin

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