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Palermo e provincia: chiusi laboratori analisi non in regola

A volte basta solo questo: reagenti scaduti, materiali andati a male e cambia una diagnosi. Chissà quanti spaventi sono stati evitati ai pazienti che si rivolgevano al laboratorio analisi di Palermo recentemente chiuso dai NAS dopo un’indagine di routine che ha scoperto però gravi carenze. Il laboratorio “Leonardo Da Vinci” non era affatto in regola.

Gli esami, infatti, venivano fatti con agenti chimici scaduti e con la conseguente alterazione dei risultati che portava a diagnosticare un male per un altro oppure a ignorare la presenza di patologie gravi che potevano essere affrontate per tempo. Il sospetto è che il laboratorio sapesse da tempo di lavorare in queste condizioni e che abbia continuato a truffare i clienti deliberatamente.
I carabinieri hanno portato via materiale avariato per un totale di 25.000 euro, denunciato per “frode in pubblica fornitura” la responsabile e direttore tecnico del laboratorio, dottoressa Nadia Adragna, e proceduto alla chiusura e alla sospensione dell’attività medica.
Purtroppo non è il primo caso. Anche in provincia, a Carini e Partinico, i NAS avevano chiuso laboratori analisi per gravi irregolarità. Le giustificazioni possono essere legate alla crisi dei fondi per la sanità che costringe i laboratori ad “arrangiarsi”… ma una diagnosi sbagliata, che rovina la vita di una persona anche se solo per poche ore, è un crimine che si paga salato, al di là di qualsiasi giustificazione.

admin

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