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Stamina, ultimo atto: metodo inaffidabile

Continua -in uno strano silenzio mediatico- il processo contro Stamina, rappresentata da Davide Vannoni e dal vice Marino Andolina. Un silenzio strano, dato che Stamina fece gridare le prime pagine di giornali e telegiornali per anni… prima il miracolo, poi la truffa, poi il diritto dei malati, poi gli arresti. Ora tutto procede e si avvia verso l’ultimo atto in una discrezione che suona quasi anomala. L’ultima deposizione, a Torino, è quella di Mercedes Bresso: “Mi fu comunicato che era stata verificata la non affidabilità scientifica del metodo e quindi che lo stanziamento non sarebbe stato fatto”.

Con queste parole la testimone ha ricordato i fatti del 2007 quando la giunta della Regione Piemonte decide di stanziare un finanziamento da 500.000 euro all’Associazione di Medicina Rigenerativa Onlus di Torino. Allora tra i soci c’era anche Vannoni. In un primo tempo accettato, questo finanziamento venne dopo revocato, cosa che provocò insistenze e proteste da parte dello stesso Vannoni.
La Bresso assicura che furono altri a occuparsi di quelle rimostranze e che lei “non ha mai avuto in mano la documentazione scritta” nè alcuna altra prova relativa alla validità scientifica del metodo Vannoni”. La Bresso ricorda anche che si parlava già del “miracolo Stamina” al tempo del processo contro la Thyssen Group, e in quell’occasione lei domandò lumi sul famoso metodo. I medici che si occupavano del caso dei malati della Thyssen liquidarono la questione dicendo che Stamina non aveva nulla a che fare né con la scienza né con le staminali.

admin

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