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Disturbi del linguaggio: una realtà che accomuna italiani e stranieri

Disturbi del linguaggio, nuova crociata della scuola moderna. Con questo termine si radunano tutta una serie di problemi che colpiscono i più piccoli, tra cui il più famoso è forse la dislessia. Un problema che, scopriamo sempre più, non riguarda solo i nostri figli ma anche -e soprattutto- i figli degli immigrati che frequentano le nostre scuole. Al di là dei bambini nati qua, quelli che arrivano in un secondo momento faticano ad assimilare la lingua.

A volte anche se sono nati qua, considerato che a casa parlano la lingua dei genitori, hanno fasi di confusione che possono sfociare in dislessia o balbuzie o simili. In totale, in Italia, ci sono 700.000 ragazzini con problemi del linguaggio, secondo quanto emerge dai rapporti presentati al XI Congresso Nazionale della Federazione Italiana dei Logopedisti, in corso a Firenze in contemporanea con il IX Congresso dei Logopedisti Europei. Nell’elencare i problemi, durante questi incontri si lavora anche alle soluzioni che dovranno sempre più essere inserite nei programmi scuola.

A volte possono essere fenomeni transitori, passeggeri, “curabili”. Altre volte bisogna insegnare al ragazzo a conviverci per tutta la vita. E i metodi ci sono: gioco, recitazione, logopedia, terapie ancor più mirate. Quel che conta è prima di tutto dare fiducia al bambino e, soprattutto per i figli di immigrati, farli sentire parte di una comunità. Ovviamente è importante anche il ruolo dei genitori. Chiaramente i genitori immigrati devono essere seguiti insieme ai figli, perchè non sono in grado di dare loro l’aiuto sperato, dato che hanno molte difficoltà anche essi con l’italiano. Si potrebbe ipotizzare forse una rete di collaborazioni tra famiglie, in modo da alleggerire anche il lavoro, già gravoso, degli insegnanti durante le ore di scuola.

admin

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