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Sicilia: due aggressioni in pochi giorni in ospedale

Pochi giorni fa era successo all’ospedale di Giarre (Catania) dove l’inspiegabile morte di una donna di 66 anni aveva scatenato la furia dei parenti, che hanno aggredito e pestato l’unico medico accorso -paradossalmente- per aiutare la donna. La poveretta, infatti, era sola in reparto quando si è sentita male. Il medico di turno mancava e l’altro, accorso da un altro reparto, non ha potuto salvarla, subendo per di più le ire della famiglia.

Oggi succede di nuovo, stavolta al ben noto ospedale “Cannizzaro” di Catania. Un uomo di 28 anni si è scagliato prima contro un’infermiera, poi contro i colleghi intervenuti per salvare la donna da una pioggia di calci e pugni. Totale, una mezza dozzina di persone ferite, con 15 giorni di prognosi, e ancora un reparto ospedaliero che diventa un ring senza alcuna giustificazione. I sindacati protestano: “I nostri ospedali sono diventati dei gironi infernali, gli infermieri iniziano a fare istanza di trasferimento altrove per paura e tanti altri non vogliono prestarci servizio”.
Il dramma è che spesso la gente si reca all’ospedale anche per disturbi banali, caricando di lavoro medici e infermieri che già danno il massimo con poco tempo per riposarsi. Turni massacranti e carenza di personale fanno funzionare male le strutture ospedaliere, se ci si mettono anche i parenti -spesso infuriati senza motivo- gli ospedali arriveranno presto a chiudere. Si sta già pensando di mettere delle pattuglie di vigilanza per difendere i medici che lavorano dagli assurdi comportamenti della gente, che si rifiuta di capire.

admin

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