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Reflusso: oggi si cura con gli ultrasuoni

Il problema di chi soffre di reflusso gastrico è che deve assumere farmaci e per assumere farmaci deve proteggere quello stesso stomaco che sta soffrendo in quel preciso istante. Inoltre, deve proteggere anche la gola, perché il reflusso causa danni anche all’esofago. Insomma, per combattere un problema spesso deve seguire tante terapie insieme e tanti farmaci che, si sa, non fanno mai bene in eccesso.

E’ un problema molto comune che interessa il 20% della popolazione, circa 6 italiani su 10 con conseguenze abbastanza serie. Il reflusso prolungato può causare anche lesioni e ulcere e mutazioni delle mucose necessarie allo stomaco per digerire. Ma ora, finalmente, arriva una buona notizia e arriva dall’Italia: all’università Cattolica del Sacro Cuore di Roma è stata presentata una nuova tecnica che utilizza gli ultrasuoni per trattare questo disturbo. Si tratta di una sorta di “macchina cucitrice” che però non usa bisturi e ago per riparare i danni ma le onde degli ultrasuoni.

Attraverso la bocca, con una mini videocamera e una sonda si localizza la parte da trattare e si attiva il MUSE (Medigus ultrasonic surgical endostapler) che ripara il problema senza lasciare cicatrici interne e fastidi ulteriori post operatori al paziente. Inoltre, al di là del riparare i danni, la tecnica aggiusta la causa principale del reflusso -i problemi alla valvola esofagea- e così riduce o elimina del tutto il problema. Finora, le persone così trattate hanno ridotto del 73% l’uso di farmaci con notevole guadagno in fatto di salute.

admin

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