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Allergia: vaccini e passeggiate in montagna

Allergie all’attacco, anche per colpa dell’imprevista ondata di caldo che sta caratterizzando questo inizio di maggio. L’estate è esplosa in anticipo e ha risvegliato fiori e piante, i pollini invadono l’aria e gli occhi cominciano a bruciare, i nasi a colare, le gole a gonfiare. Grandi e bambini, tutti coinvolti! E così comincia la famosa “fuga dalle graminacee”, ovvero dalle piante che mandano questi pollini nel vento.

E anche se ci sentiamo sicuri in città, dove ci sono meno piante e fiori, è proprio la città che peggiora l’allergia. Infatti, i pollini arrivano ugualmente e in più si mescolano alle polveri dell’inquinamento riducendo i nostri polmoni a una discarica! Dunque, per salvarsi, la soluzione è una sola: spazi aperti, possibilmente al mare o meglio ancora in montagna.
Nessuno può sapere quando cominceranno i sintomi e come colpiranno. Le cure ci sono, a partire dai vaccini periodici fino alle medicine che alleviano i disturbi. Il vaccino andrebbe cominciato molto presto, in età prescolare, e proseguito per diversi anni. Si deve inoculare tre mesi prima della fioritura dei pollini… sempre se le stagioni non tirino brutti scherzi in anticipo! Oggi si utilizzano anche spray ad uso locale, solitamente antiinfiammatori e antistaminici che agiscono in 10 giorni. A tutto questo va aggiunta una continua igiene delle mani, un frequente cambio di abiti e, come detto, frequenti gite in alta montagna o al mare.

admin

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