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Ebola: 17 persone in osservazione a Sassari

Si tratta di una misura precauzionale. E’ bene dirlo subito, perché la cifra fa paura, a leggerla così senza una spiegazione. Di fatto si sta agendo per eccesso di zelo, in modo da non dover lasciare nulla al caso, intorno alla vicenda del giovane infermiere appena rientrato dalla Sierra Leone con il virus Ebola in corpo.

L’uomo si era subito sottoposto alla quarantena obbligatoria, durante la quale aveva scoperto di avere la malattia addosso. Pur avendo usato tutte le precauzioni del caso (attualmente si trova ricoverato allo Spallanzani di Roma) l’uomo aveva comunque avuto brevi contatti con i familiari e per questo anche i membri della sua famiglia sono stati messi in osservazione. Ora, però, per motivi di sicurezza estrema si sta estendendo questa cautela anche ai medici e tecnici di laboratorio che sarebbero venuti a contatto con l’infermiere: in totale 17 persone.

Il sindaco di Sassari -Nicola Sanna- calma gli animi e le ansie dichiarando che Sassari era pronta da tempo a emergenze simili e che, di tutta l’isola, proprio qui era sorto il centro di lotta contro le malattie infettive. Il caso di Ebola che ha riguardato l’infermiere “è stato gestito professionalmente e senza rischio, attraverso l’adozione dei protocolli necessari da parte delle Unità di crisi regionale e locale” ha detto il primo cittadino, e ha aggiunto “Ritengo sia necessario utilizzare cautela e non scatenare panico su eventuali rischi di contagio perché spesso gli allarmismi fanno più danno del vero pericolo”. Diciassette persone in osservazione non significa diciassette malati ma solo una misura di sicurezza straordinaria che si sta applicando proprio per non avere sulla coscienza nessuno in futuro.

admin

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