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AIDS, in Italia colpisce chi fa tanto sesso

L’AIDS non è un problema di setta, non è una malattia che riguarda pochi. Forse era così un tempo, quando ancora non si sapeva nulla del virus e lo si credeva relegato agli ambienti omosessuali o della prostituzione. Oggi, però, che il problema della protezione si pone nuovamente in maniera pesante, in una società in cui i giovanissimi non usano più alcun contraccettivo, è un problema di tutti.

E difatti le statistiche dimostrano che, in Italia più che altrove, l’infezione da HIV è legata all’attività sessuale. Il virus colpisce chi ha una vita sessualmente molto attiva, in una misura di 84% su un campione di 3.608 diagnosi nuove annuali. Lo rivela anche l’età dei nuovi malati di AIDS, ovvero giovani di età compresa tra 30 e 40 anni. Età, questa, che si differenzia da quella dei giovanissimi e da quella degli anziani proprio per la maggior sicurezza sessuale che porta i soggetti anche ad avere rapporti non protetti con sconosciuti.

La cosa che fa venire i brividi è che dalle analisi risulta che molti contagi potevano essere evitati con un minimo di buonsenso, per esempio usando precauzioni, facendo dei test per sapere se il partner era infetto, o semplicemente applicando nella realtà quelle teorie per anni insegnate a scuola durante l’ora di educazione sessuale. L’attenzione non deve mai calare nei confronti dell’HIV, perché oggi più che mai è tornato a far notizia e oggi che la società è meno attenta e più disinibita rischia di diventare un dramma generazionale importante.

admin

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