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Anoressia in cura obbligatoria: lo decide il Governo

Un TSO per chi soffre di disturbi dell’alimentazione. Non nel senso che bisogna equiparare gli anoressici e i bulimici ai malati mentali, ma che bisogna applicare le stesse terapie intensive ma trasferite alla sfera alimentare. Si chiamerà infatti Trattamento Nutrizionale Obbligatorio (TNO) e verrà presentato alla stampa oggi pomeriggio dal PD. Lo scopo principale è quello di aiutare le famiglie di queste persone ad affrontare la malattia con un supporto in più, non da sole, ma la tematica è molto delicata.

Anoressia e bulimia, oggi sappiamo che non sono capricci di persone fissate con la dieta ma veri e propri disturbi che hanno origine nel cervello. Sono dunque a tutti gli effetti delle “malattie mentali” ma che vanno trattate in modo diverso da soggetto a soggetto. Non può esistere una terapia generica uguale per tutti, questo è assodato, ma nell’emergenza immediata, per evitare che il soggetto muoia, l’intervento dello stato deve essere il primo passo. Ecco perché deve nascere il TNO. L’idea è stata “rubata” a un esperimento portato avanti in Veneto, presso la ULSS 10, dove è stata fatta una raccolta dettagliata e completa di casi e trattamenti anche extra regionali. L’intervento massiccio e obbligatorio, nella prima fase dell’emergenza, serve intanto a mantenere in vita la persona. Poi in seguito saranno gli psichiatri a differenziare gli interventi.

E’ importantissimo che il Trattamento Sanitario Obbligatorio per la Nutrizione sia fornito dal Servizio Sanitario Nazionale, ovvero nelle strutture pubbliche con costi bassissimi e con squadre di medici esperti a disposizione immediata. E’ un segnale di rassicurazione che si vuole inviare alle famiglie, che spesso devono anche gestire il rifiuto dei loro cari alle terapie. Col trattamento obbligatorio è la legge che costringe malati e familiari a farsi curare, senza possibilità di scelta. In tal modo si potrà evitare che il malato, chiaramente non in grado di intendere e di volere, decida del proprio destino in modo scriteriato. Rimane il fatto che poi queste malattie vanno affrontate nello specifico e a seconda delle situazioni che le hanno scatenate, ma questo avverrà quando la persona sarà in grado di collaborare alla terapia e di aiutare a farsi salvare.

admin

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