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Farmaco anti Epatite C: sei casi di morte sospetta

Lo avevamo tanto atteso, il Sofosbuvir, il farmaco anti epatite C. Era stato al centro di un lunghissimo tira e molla, per via del prezzo troppo alto che all’inizio lo rendeva inaccessibile al nostro mercato ma anche per via del limite delle dosi. Dopo tante discussioni e tanti tentativi, finalmente era stato ammesso anche in Italia. Era stato però acquistato solo per pochi soggetti, quelli già malati in modo grave, proprio per contenere i costi.

Eppure, oggi, bisogna registrare i primi decessi legati all’assunzione di Sofosbuvir. O meglio, questa è l’ipotesi che la procura di Torino sta indagando dopo ben 6 segnalazioni di pazienti in cura col famoso farmaco e che sono deceduti nei giorni scorsi. Non ci sono le prove che sia stato il farmaco a uccidere queste persone, ma certamente la coincidenza -che tutti si sottoponevano alla stessa cura- c’è ed è strana. Bisogna vederci chiaro, proprio perché i soggetti a cui è stato destinato Sofosbuvir sono già malati e deboli e dovrebbero avere benefici dalla medicina, non peggioramenti.

Un farmaco nella tempesta, insomma. Come detto, tante sono state le polemiche dovute agli altissimi costi di ogni dose (intorno ai 40.000 euro) che hanno costretto l’AIFA e il Ministero della Salute ad acquistare solo pochi campioni per poche persone. Per contro, alcune regioni come la Toscana si stanno muovendo per trovare il modo di abbassare il prezzo delle dosi del farmaco, rischiando di diventare una meta molto ambita da tutti i malati. Le associazioni dei malati di epatite vorrebbero trovare una via di mezzo tra le due cose, senza crear danno a nessuno. Ma se nel frattempo venisse fuori che il Sofosbuvir causa la morte dei pazienti le polemiche sono lontanissime dal sedarsi.

admin

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