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Schizofrenia: da Napoli, la rivoluzione dei farmaci

La schizofrenia è una delle malattia mentali più diffuse e più temute. Il soggetto vive letteralmente due personalità distinte e una nega l’altra, per cui è difficile prevenirne le mosse, a volte anche violente. Conosciuta da tempo, si è sempre curata con metodi intensivi e spesso crudeli, come l’elettroshock! Ora, da diversi anni, si usano determinati farmaci che tuttavia non sono mai cambiati, nonostante le nuove scoperte sulla malattia.

La novità tanto attesa arriva dall’Italia, dal CEINGE -il Centro di ricerca di ingegneria genetica- di Napoli, che ha già lavorato tanto e bene per scoprire i vaccini anti Ebola. I ricercatori hanno in pratica scoperto l’esistenza di un “complesso percorso molecolare con probabile origine fin dalle fasi embrionali dello sviluppo del cervello, che potrebbe essere implicato nella manifestazione di alterazioni comportamentali riconducibili alla schizofrenia”.
Lo studio condotto in collaborazione con l’università Federico II e con la “Casa Sollievo” di San Giovanni Rotondo ha visto che la comparsa della malattia potrebbe essere legata alla rilevanza di un aminoacido, il “D-aspartato” su alcuni processi che attivano i neuroni coinvolti nella schizofrenia. Si tratta di una variante del gene D-aspartato ossidasi che in pratica regola la parte del cervello dove ha sede la memoria a breve termine. Se questo gene aumenta, si riducono drasticamente i livelli di D-aspartato nel cervello ed è seguendo questi movimenti che si devono pensare i farmaci del futuro. Questa scoperta darà una mano importantissima nel cambiare, finalmente dopo decenni, le cure contro la schizofrenia e forse a dare una vita dignitosa e meno pericolosa ai soggetti e ai loro familiari.

admin

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