Home » Benessere » Vivo per miracolo dopo oltre mezzora sott'acqua

Vivo per miracolo dopo oltre mezzora sott'acqua

Un caso simile si ricorda una ventina di anni fa, quando un ragazzo di 19 anni venne ripescato -dopo un incidente in barca- ancora vivo dopo essere rimasto sott’acqua per 45 minuti. Il giovane fu rianimato dopo più di mezzora di manovre e arrivò vivo in ospedale ma morì poche ore dopo. Stavolta, invece, abbiamo il lieto fine. E’ la storia di Michael, 14 anni, milanese.

Circa un mese fa, per un gioco, era finito nelle acque del Naviglio ed era subito sparito dalla vista dei compagni. I soccorsi erano scattati quasi subito ma nel frattempo il ragazzino era annegato. Il suo corpo fu ritrovato 42 minuti più tardi, a una profondità di due metri, era in arresto cardiaco da tempo e aveva acqua nei polmoni. Ma dopo le prime manovre di rianimazione aveva ripreso a respirare e così i medici ottimisti avevano continuato a rianimarlo. In ospedale gli è stata praticata una tecnica che prevede la circolazione sanguigna extracorporea e una sorta di “congelamento” del corpo per ridurre al minimo i danni da carenza di ossigeno.

Man mano, poi, il sangue veniva reinserito in corpo e il ragazzo riportato ai parametri vitali normali. Si è dovuto lavorare un mese prima di essere certi che tutto fosse andato per il meglio. Incredibilmente, il giovane non ha riportato danni cerebrali, ma i medici hanno dovuto amputare una gamba completamente distrutta dalla mancanza di ossigenazione. Resterà zoppo, Michael, ma sarà ancora vivo per raccontare questa miracolosa esperienza incredibile agli amici. Un successo che l’ospedale San Raffaele potrà vantare a lungo, nella storia della propria medicina, grazie anche alla squadra del direttore di Anestesia e Rianimazione del S.Raffaele, dottor Alberto Zangrillo.

admin

x

Guarda anche

Abbronzatura, veri e falsi miti

La famosa tintarella non è un affare da poco. Ci si prepara per mesi, perché ...

Condividi con un amico