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Videogames come mezzo riabilitativo per i cerebrolesi

Si è svolto ieri a Parma, presso Rocca di San Vitale, e per la precisione nei locali del centro Cardinal Ferrari un convegno mirato a capire come sta cambiando l’approccio terapeutico per quei bambini con problemi cerebrali che devono affrontare la riabilitazione. Siano essi dovuti a incidenti, a malattie o a qualcosa di genetico, la riabilitazione è una strada obbligatoria ma non sempre semplice.

Si è cominciato parlando della riabilitazione in generale, di come viene eseguita oggi, degli strumenti tradizionali. In più però si sono aggiunte le novità degli ultimi anni che coinvolgono anche la realtà virtuale. Si è spaziato sui tre pilastri fondamentali del percorso di recupero, che sono: la malattia che ha causato il problema, l’evoluzione della cosa e il contesto nel quale è avvenuta. Si è parlato dei “neuroni specchio” e della metodica basata su essi che ormai da 5 anni caratterizza la riabilitazione neuro-motoria di questi bambini, creando nuove connessioni e nuove esperienze acquisite dal cervello.

Hanno preso parte all’incontro i professionisti che si occupano di riabilitazione e fisioterapia, i logopedisti, i medici, i piccoli pazienti e le famiglie dei piccoli pazienti. L’avvento della realtà virtuale e dei videogames ha portato un mezzo nuovo in questo tipo di cure. Oggi, infatti, gli stimoli visivi e motori che vengono da giochi come la Playstation o come le realtà simulate possono velocizzare l’apprendimento o il ri-apprendimento dei bambini colpiti da problemi al cervello. E facilitare di molto il lavoro dei tecnici e dei medici.

admin

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