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Giovane donna muore dopo prelievo di ovuli

Fecondazione assistita al centro di un nuovo scandalo. Dopo lo scambio di embrioni avvenuto a Roma, oggi si parla di possibile “malasanità” nel centro -per altro prestigioso- di Conversano, in Puglia, dove una paziente sarebbe deceduta proprio durante un banale intervento di prelievo degli ovuli. Una operazione di routine, ormai, e sicuramente non considerata affatto pericolosa.

Per questo è bene aspettare le indagini prima di parlare o condannare. La condanna è partita dal padre della ragazza, che ovviamente non può accettare di veder morire la figlia per un prelievo di pochi minuti. Lei, la donna, aveva 38 anni ed era residente a Bitritto (Bari). In attesa da tempo di avere un figlio, aveva deciso di sottoporsi alla fecondazione assistita che prevede, nella norma, il prelievo degli ovuli tramite una normalissima aspirazione, quindi la fecondazione in vitro e poi il reimpianto. Ma ieri, poco dopo tale prelievo, qualcosa è andato storto. La giovane donna ha cominciato a star male, in poche ore si è aggravata ed è morta 5 ore dopo l’avvenuto prelievo. Saranno i carabinieri a far luce sul fatto, coordinati dal PM Luciana Silvestris che per prima cosa ha disposto l’autopsia. Il centro della fecondazione assistita di Conversano è uno dei migliori del Sud e forse il decesso della paziente è da attribuire a qualche reazione allergica o a qualche anomalia genetica.

admin

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