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Marijuana "di Stato" per curare cancro, SLA, anoressia e AIDS

L’hanno coltivata per mesi, ora è venuto il tempo di “mietere”. Ma non sarà grano, sarà marijuana. Il raccolto più atteso e discusso d’Italia sta per avvenire presso l’Istituto Chimico Farmaceutico Militare di Firenze e per la prima volta utilizzerà una sostanza stupefacente col consenso dello Stato e per fini più nobili rispetto a uno sballo di gruppo! Infatti, questa piantagione è stata voluta per poter produrre in casa nostra quei nuovi farmaci che a volte salvano anche la vita.

Farmaci a base di cannabis, o meglio a base di estratti di cannabis che verranno lavorati per la produzione di farmaci destinati a malati di SLA, malati di cancro e malati di AIDS. Se un tempo facevamo arrivare questi farmaci dall’Olanda, dove la produzione è privata, oggi ci sarà un risparmio anche in questo. L’Italia, oggi, è l’unico Paese al mondo a gestire la cannabis a livello statale, in strutture pubbliche, con le dovute autorizzazioni mediche ma soprattutto con le dovute misure di sicurezza perché c’è chi sfrutterebbe queste coltivazioni per altri scopi.

Se si pensa che le forniture olandesi si pagavano 8 euro al grammo, pensate soltanto a quante migliaia di euro ci sta facendo risparmiare questo esperimento. I militari, unici autorizzati a coltivare e sperimentare queste sostanze, potranno produrre tre raccolti ogni anno per un totale di 4 mesi di lavorazione per volta, dalla semina alla lavorazione del farmaco. Gli estratti di cannabis possono ridurre i dolori, eliminare la nausea, stimolare l’appetito… tutti fattori chiave in chi soffre di malattie pesanti causate dal cancro o dalla SLA. Sarà possibile sperimentarne l’uso anche nelle persone malate di anoressia e di depressione. Al momento l’istituto militare sta curando così 2000 persone. Entro metà luglio, il prodotto sarà sul mercato ovunque.

admin

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