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Donazioni: autonomia del sangue entro il 2020?

Si è parlato in passato anche di sangue artificiale creato in laboratorio. Una soluzione che -se confermata- certamente aiuterà laddove sia impossibile reperire donatori compatibili, ma che si spera non andrà mai a sostituire la donazione umana. Il sangue è importante, salva la vita, ed è importante che venga dato generosamente, non artificialmente.

Il donatore non è solo qualcuno che compie un bel gesto, ma una persona che impara a vivere secondo una filosofia di vita basata sulla generosità. Un dato curioso, molti donatori di sangue oggi sono immigrati di fede islamica, perché uno degli obblighi dell’Islam è quello di “fare dono”, fare l’elemosina, regalare qualcosa di tuo. E loro regalano il sangue. La OMS, che tiene moltissimo alle giornate mondiali del donatore, sta puntando a un obiettivo preciso: quello di rendere tutte le nazioni del mondo autonome, per quanto riguarda le banche del sangue, entro il 2020, cioè fra cinque anni.
Un obiettivo difficile ma non impossibile. In fondo la prima trasfusione di sangue, considerata quasi una follia, risale al 1818 e da allora molto è cambiato e in pochissimi anni. Oggi siamo a livelli da record, anche se ancora mancano all’appello 75 Paesi che sono sotto la soglia minima della donazione, ma si conta di recuperare anche questi con le nuove campagne di sensibilizzazione. L’Italia ha avuto un boom considerevole a partire dalla metà degli anni Novanta e oggi la partecipazione è in continua ascesa. Esistono già regioni con una discreta autonomia del sangue, per se stesse e per le altre regioni vicine.

admin

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