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Anemia Mediterranea: forse la cura definitiva dagli USA

E’ una malattia, come dice il nome tipica delle regioni mediterranee come Italia, Grecia, Nord Africa… ed è una condanna per chi la vive. Le cellule del sangue non sono abbastanza o sono malate e questo genera una serie di problemi gravi che si risolvono solo con periodiche trasfusioni di sangue, anche una ogni 15 giorni! Contro l’Anemia Mediterranea, che oggi è diffusa ovunque nel mondo a causa delle emigrazioni dei secoli scorsi, sta combattendo la ricerca americana da anni.

Una ricerca americana che è fatta da molte teste italiane, come quelle che lavorano allo Sloan-Kettering Cancer Center di New York e che di recente ha ospitato un giovane siciliano, da anni in cura presso l’ospedale “Cervello” di Palermo, il quale si sottoporrà alla nuova tecnica sperimentale che promette di diventare la cura definitiva che tutti aspettavano da tempo. E’ una terapia genica, basata sulle ormai onnipresenti cellule staminali. Siamo già alla seconda fase della sperimentazione, condotta appunto da medici italiani trapiantati in America, ed è una corsa contro il tempo perché i malati di Anemia Mediterranea non hanno prospettive di vita lunghissime… sebbene oggi vivano di più (un tempo non raggiungevano mai i 40 anni).

La nuova terapia usa un vettore virale (la copertura esterna di un virus) per trasportare dentro le cellule del paziente quella parte di DNA che produce emoglobina. Le staminali vengono corrette e riprogrammate e poi inserite di nuovo nel corpo del paziente, accompagnate da una leggera chemioterapia per eliminare le cellule malate. I primi due pazienti che hanno usufruito del metodo sono migliorati del 50%. Le staminali riprogrammate diventano cellule del sangue e si riproducono in questa forma per sempre, cosa che indica come la soluzione sia davvero definitiva. Niente più riprese delle cure, niente più trasfusioni. Un trattamento non invasivo, non doloroso, ma molto efficace che il giovane paziente appena giunto dalla Sicilia proverà sulla propria pelle tra poco. Sarà il tempo a dirci come e quanto si sarà ottenuto il risultato sperato.

admin

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