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La malattia del futuro? La demenza

Tra 15 anni (nel 2030) saranno oltre 75 milioni nel mondo le persone che soffriranno di problemi cerebrali, di malattie neurodegenerative, di demenze. Un numero che andrà a crescere anche negli anni successivi fino a sfiorare i 135 milioni. Non è un problema di contagi, dato che si tratta di malattie autonome legate ai neuroni, ma un problema sociale. Il mondo invecchia rapidamente e sono troppo pochi i giovani a far da ricambio.

Nell’ambito di un progetto inglese che mira a valutare la situazione del mondo, a questo riguardo, la nostra Agenzia Italiana del Farmaco ha ospitato il nuovo incontro denominato «Dementia Integrated Development», per confrontarsi tra nazioni su un problema che non riguarda più solo Italia, Grecia e Spagna (i Paesi “vecchi” per eccellenza) ma anche il Giappone dei centenari, gli Stati Uniti e la ricca Svizzera. Questi e altri stati hanno discusso insieme delle prospettive e dei possibili rimedi per recuperare un po’ queste cifre drammatiche.

La demenza infatti sta per diventare la malattia per eccellenza del prossimo secolo e per fermarla, oltre a ripopolare il mondo con più bambini, occorre frenarne i sintomi degli anziani già presenti. Promuovere allora programmi per la terza età che inducano la gente a mantenersi sana, non solo nel corpo ma anche mentalmente: esercizio fisico, interessi esterni alla solita TV o ai lavori di casa, socializzazione, ma anche impegno (università della terza età, circoli ricreativi, teatro). Tutto questo unito a una dieta sana e non troppo grassa e ai giochi di enigmistica che mantengono il cervello vivo e attivo a lungo.

admin

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