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Mente e corpo: all'asilo col tablet, il bimbo impara in fretta

E’ sempre una questione di quantità. La quantità di tempo, così importante per chi usa schermi e computer. Lo schermo, di suo, non fa male… ma è l’abuso che ne facciamo che ci rovina occhi, cervello e salute in generale. I nostri figli nascono già col tablet in mano, sono generazioni digitalizzate e computerizzate che non percepiscono questo problema. Dobbiamo essere noi a dosarlo, pur permettendo loro di far uso di questi strumenti.

L’americana Northwestern University ha condotto uno studio tra i bambini in età prescolare, osservando 352 alunni della scuola materna e l’uso che gli insegnanti facevano dei sistemi elettronici. Alcuni bambini non facevano mai uso dei tablet, altri (troppi!) lo usavano da soli e per lunghi periodi, ma in alcuni asili si sperimentava anche un nuovo metodo didattico: un tablet per due. Sembra una sciocchezza ma forse invece è l’unico metodo che funziona, e non solo a livello di apprendimento ma anche a livello umano. Alla fine dello studio, infatti, si è visto che i bimbi che usavano un tablet in due avevano appreso di più e più in fretta.

Erano più bravi nel gioco, più bravi negli esercizi fisici, più bravi anche nel comportamento. E c’è una valida ragione. All’asilo i bimbi tendono ad essere egoisti e a voler tutto per sé. Chi deve condividere un tablet col compagnetto, invece, impara prima la generosità e la cura per l’altro. Inoltre, lavorando in due sullo stesso schermo, ci si riposa gli occhi alternativamente. E infine, il compagno aiuta a trovare errori o novità che il primo bambino non ha visto. In tal modo si sviluppano decine di capacità del cervello, e tutto con la sicurezza della salute degli occhi che non vengono messi troppo alla prova.

admin

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