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Maroni: "I cittadini e le ASL a controllare i migranti!"

L’emergenza migranti non si placa. Entrano, spingono verso nord. Non vogliono l’Italia, cercano quella “America” che per loro si chiama Svezia, Olanda, Inghilterra, Francia. Proprio al confine con la Francia la situazione è sempre più bollente. Ma in generale tutte le regioni alpine, inclusa la Lombardia, devono affrontare il carico di marea umana diretta verso il confine.

Dopo le dichiarazioni estreme ed estremiste di alcuni esponenti politici, oggi il governatore Maroni annuncia di voler pretendere una visita sanitaria in tutti i centri che ospitano i migranti: “Ho mandato una lettera ai prefetti per chiedere informazioni sulle assegnazioni di strutture per l’accoglienza di profughi in Lombardia, ma non lo hanno fatto, lo facciano invece i cittadini e io mando le ASL a fare i controlli sanitari a tutela di tutti”. Una provocazione e una mossa a sorpresa che si inserisce nel braccio di ferro tra le regioni del nord e il governo di Roma, con una frecciata anche all’Unione Europea.

Quello che è giusto, in tutto questo, è la necessità di controlli sanitari. E’ sacrosanto volersi assicurare che i migranti siano in buona salute, che vivano in luoghi igienicamente sani e che siano sani anche coloro che si occupano di loro. Finora, per fortuna, a parte la scabbia (che non è mortale nè altamente contagiosa e si cura in fretta) nessun altro allarme sanitario. Quel che non funziona sono i toni della richiesta di Maroni, né va bene inviare i cittadini come “spie” a denunciare questo e quello in stile Santa Inquisizione. Forse i controlli medici -dovuti e giusti- si sarebbero potuti ottenere chiedendolo comunque con altre parole.

admin

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