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Il braccio destro di "Stamina" coinvolto in un'altra truffa

Pare che stavolta non c’entri Stamina, direttamente, ma c’entrano le persone che ne facevano parte. Una nuova inchiesta della Procura di Brescia che indaga su un giro di affari basato sulle cure anti SLA avrebbe scoperto anche qui la mano di Marino Andolina, il medico originario di Trieste e braccio destro di Davide Vannoni nella nota vicenda. E’ una delle 5 persone arrestate (ai domiciliari) per aver somministrato “terapie innovative” a domicilio senza condizioni di sicurezza.

Dietro pagamenti di notevoli somme di denaro, Andolina e il suo “team” si recavano a casa della persona malata -di SLA o di qualsiasi altra malattia neurodegenerativa- e le portavano a domicilio questa non meglio precisata “cura”. Non era Stamina ma anche qui si presentava come una “terapia fondata sul trattamento di cellule staminali ed esosomi ricavata dal tessuto adiposo dopo la liposuzione”. Insomma, qualche cellula di grasso spacciata come cura miracolosa e somministrata in abitazioni private, in camere di albergo, in laboratori consenzienti o ignari di tutto, ma senza una supervisione adatta per eventuali emergenze o attacchi allergici o simili.

Gli accusati, oltre Andolina anche un altro medico, due persone di Brescia e una di Rho, dovranno rispondere davanti alla legge di associazione a delinquere finalizzata alla truffa nei confronti di soggetti vulnerabili, quasi tutti ammalati di SLA, SMA e leucemia. Ma cosa ancor più grave, quasi tutti minorenni! Le terapie pagate a caro prezzo venivano da un laboratorio svizzero, erano prescritte e infuse senza esami preventivi, senza valutazioni cliniche e, a quanto risulta, ad oggi non avrebbero prodotto alcun beneficio.

admin

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