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Piercing e tatuaggi: i giovani non conoscono i rischi

Forse attirati dalla tempesta di tatuaggi che i loro campioni del calcio mostrano, ormai, su tutto il corpo, sta salendo vertiginosamente la voglia di “tattoo” tra i giovanissimi. Insieme al tatuaggio, il simbolo mai tramontato della trasgressione è il “piercing” (in inglese, buco) che indica quei particolari chiodini e anellini che si infilano nel naso, sul sopracciglio, nella cartilagine dell’orecchio… ovunque.

Una moda come un’altra, se non fosse che entrambe queste “trasgressioni” hanno a che fare con gli aghi e con l’igiene, due elementi con i quali non si scherza. Un ago infetto, una mano poco preparata, un errore, un eccesso e un gioco tra amici può diventare una malattia drammatica. Un quarto dei giovanissimi oggi non ha la più pallida idea dei problemi che possono derivare dalla pratica del tatuaggio e del piercing, lo rivela una ricerca condotta dall’unviersità romana Tor Vergata. Sono stati intervistati 2.500 studenti, ma solo il 5% era consapevole dei rischi di malattie e solo il 17% aveva firmato un consenso informato.

Eppure l’elenco dei problemi in agguato è immenso: AIDS, epatite B e C, infezioni di vario tipo, dermatiti … e, per quanto riguarda i tatuaggi, l’immissione continua di inchiostri sotto pelle può a lungo andare portare a reazioni allergiche e avvelenamenti. Sono tanti quelli che aspirano ancora oggi a fare un piercing e uno o più tatuaggi. Molti di loro non sanno nemmeno come vengono eseguiti. Ma il dato più impressionante è che su un 80% di ragazzi che conoscono tutti i rischi, più della metà dice che comunque farebbe sia il tatuaggio che il piercing senza pensarci due volte. Non resta che sperare nelle strutture che si prestano a fare queste operazioni. Che siano davvero serie, pulite, controllate. Basta pochissimo per rischiare tutto… anche la vita.

admin

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