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Studio svizzero scopre la proteina che predice le gravidanze (anche assistite)

Il centro svizzero “ProCrea” è il maggiore centro di fertilità elvetico e forse tra i migliori in Europa. Esso offre le competenze di medici specialisti di alto livello e di recente ha presentato al congresso della European Society of Human Reproduction Embryology (Lisbona, Portogallo) i risultati di uno studio condotto dai suoi ricercatori che apre nuove prospettive nel campo della procreazione assistita.

Nei laboratori attrezzati di “ProCrea”, infatti, è stata individuata una proteina capace di indicare con largo anticipo e senza perdita di tempo e denaro il successo e l’efficacia di una terapia di procreazione assistita nelle donne che non possono aver figli. Esisterebbe un legame tra la presenza, in quantità elevate, di proteina sHLA-G e l’efficacia delle terapie di inseminazione artificiale. Un legame che si sospettava ma sul quale nessuno aveva ancora speso tempo e studio. I risultati ottenuti da “ProCrea” sono molto interessanti e coinvolgenti in modo particolare per il proseguimento della ricerca nel campo della fertilità.

Lo studio della sHLA-G potrebbe infatti sostituire l’analisi delle Beta-hCG che sono al momento il marcatore principale per individuare una gravidanza. Con le prime, infatti, si avrebbero risultati molto più rapidi e precisi. Da quanto risulta dopo l’osservazione di 18 donne -tutte con problemi di fertilità non meglio spiegabile- nelle quali i livelli di proteina sHLA-G sono stati controllati costantemente durante il trattamento, i livelli della stessa proteina erano molto alti nelle 6 donne che alla fine sono rimaste effettivamente incinte. Ma c’è di più: infatti controllando la presenza del gene relativo a questa proteina nei due partner si può capire meglio quale terapia si adatterà meglio alle loro caratteristiche per la futura gravidanza.

admin

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