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"Bagno vaginale" protettivo per i nati col cesareo

Gli australiani avranno forse un po’ la “sindrome del canguro” per cui prestano molta attenzione all’argomento nascite. A volte con trovate strane, ma che nel tempo si rivelano vincenti. Uno degli argomenti più trattati, per esempio, è quello delle nascite premature o avvenute con parto cesareo. Il parto naturale è il migliore perché nulla viene affidato al caso e ogni passaggio ha un suo perché.

Quando il bambino scivola fuori dall’utero, lungo il canale vaginale raccoglie dei batteri molto benefici per la sua salute nei primissimi giorni di vita. I bambini che nascono in fretta, prematuramente, quasi sempre con il cesareo invece non fanno in tempo a raccogliere questa preziosa eredità. Di conseguenza, possono avere meno difese a loro disposizione e rischiare la vita più degli altri neonati. Per questo si sta diffondendo sempre più la pratica, negli ospedali d’Australia, di sottoporre questi bimbi meno fortunati a veri e propri “bagni nel fluido vaginale”.

Se la madre lo richiede, se il medico lo ritiene opportuno, anche dopo un cesareo con un tampone si raccoglie il liquido vaginale e lo si strofina sul corpo del bebé, in particolare su bocca, viso e parti del corpo più delicate. La speranza è che, in extremis, quei batteri che il bimbo non ha incontrato mentre nasceva possano comunque attecchire al suo corpo e fare il proprio dovere. Unica contro indicazione: questi “bagni” non devono avvenire troppo tempo dopo la nascita, altrimenti la funzione dei batteri non avrà più alcun senso né efficacia. Si dovrebbero fare nei minuti immediati dopo l’uscita del piccolo, sempre se le condizioni di salute lo permettono. Ricordiamo, infatti, che per arrivare al cesareo significa che esistono problemi precedenti di emergenza.

admin

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