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A Siena, la leucemia cronica si cura senza chemio

La forma più diffusa di leucemia, nel mondo, è la leucemia linfatica cronica. Si usa ormai il termine “cronico” perchè questo tipo di tumore garantisce una lunga sopravvivenza e si controlla per lunghi anni grazie alle cure, che tuttavia sono cure pesanti soprattutto se affidate alla chemioterapia. Ma da oggi, a Siena, si sta lavorando su qualcosa di totalmente nuovo pensato apposta per questa malattia.

Presso la Ematologia del policlinico universitario delle “Scotte” si stanno sottoponendo alcuni pazienti a trattamenti di cura senza la chemioterapia e finora, su almeno un soggetto, il metodo appare “ben tollerato”. Siena sta partecipando a uno studio internazionale che coinvolge oltre 200 persone in tutto il mondo, per 24 centri di terapia di cui 10 solo in Italia. Il nuovo metodo curativo si estranea dalla tradizionale chemio e utilizza invece il mix di due farmaci, l’anticorpo monoclonale “anti CD20” (Obinutuzumab) e l’inibitore “Bruton Kinasi” (Ibrutinib). Il primo attacca il cancro in superficie, il secondo blocca la proliferazione cellulare.

Già da soli erano molto validi, ma uniti insieme formano un “cocktail” che agisce in modo diretto ed efficace contro la malattia, ma senza lo strascico di effetti collaterali antipatici e tossici che invece riguardano le chemioterapie. Le cellule tumorali muoiono ugualmente, ma il corpo rimane immune dai “veleni” della chemio e dunque reagisce con più forza all’intero iter del tumore. Se, come pare, il metodo funziona si potrà cambiare molto nella cura delle leucemie e chissà che non sia il primo passo per cambiare il metodo curativo anche per gli altri tumori che oggi più che mai sono sfide che si vincono.

admin

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