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Donazione di organi: presto sulla carta d'identità

Eliminare una volta per tutte i dubbi, le attese, le discussioni tra familiari sul consenso esplicito o implicito. Farlo in piena consapevolezza, quando si è ancora vivi e sani, nella prospettiva che succeda qualcosa di storto. Il Garante della Privacy ha acconsentito alla nuova legge che ammette di indicare se si è donatori di organi e di farlo sulla stessa carta di identità.

Al momento del rinnovo, o per i giovani al momento del rilascio, si potrà specificare tra i dati personali se si è favorevoli alla donazione di organi e tessuti in caso di decesso prematuro. Quasi sempre, la persona potenzialmente donatrice è in stato di incoscienza quando si discute l’argomento espianto e sono i familiari a dover prendere quella dolorosa decisione, cercando di ricordare se ci fossero volontà specifiche in merito. Una tortura nella tortura, per chi sta per perdere una persona cara. Ora sarà il documento a parlare per conto della persona, se questa non è cosciente.

Ovviamente per una legge tanto delicata occorre studiare bene tutte le linee guida, prima di dare il via libera. Ma è questione di poco, ormai. In fondo, decidere di donare è una scelta libera, non un obbligo o un debito. E’ una decisione che la persona prende secondo coscienza e che deve poter esprimere senza troppi ostacoli in mezzo. Una volta registrata all’anagrafe, la richiesta viene inviata al Sistema Informativo Trapianti (SIT) per l’inserimento in banca dati. Occorrerà una informativa molto dettagliata perché la persona potrebbe anche cambiare idea e in quel caso deve anche sapere come agire per fermare tutto l’iter (quasi sicuramente dovrà fare richiesta alla ASL e al comune). A tutela di un minimo di privacy del cittadino che fa questa scelta di donazione, saranno ridotte le informazioni relativamente agli operatori che raccolgono la richiesta e alle sedi dove viene fatta.

admin

2 commenti

  1. AIDO Carpi (MO)

    Gentile sig.ra Musumeci,
    nel ringraziarla del prezioso aggiornamento relativo alla presa di posizione del Garante per la Privacy in materia di registrazione della volontà di donazione degli organi da parte dei cittadini, ci preme sottolineare l’evidente contraddizione fra il titolo dell’articolo (errato) ed il suo contenuto (corretto).
    Il progetto “Una Scelta in Comune” (questo è ciò di cui lei ha parlato, e questo è il link alla pagina relativa presso il Centro Nazionale Trapianti: http://www.trapianti.salute.gov.it/cnt/cntDettaglioMenu.jsp?id=222&area=cnt-generale&menu=menuPrincipale&sotmenu=donazione&label=mpd) NON PREVEDE DI SCRIVERE ALCUNCHÉ sulla carta d’identità e di fare un passo ben più risolutivo, come peraltro lei ben spiega nell’articolo: registrare la volontà del cittadino (che si dovrebbe far di tutto affinché sia positiva…) direttamente presso il SIT del CNT.
    Perché dunque quel titolo e quella menzione iniziale alla registrazione sulla carta d’identità ?
    Cordiali saluti.

    • Grazia Musumeci

      Il compito del TITOLO è quello -contemporaneamente- di sintetizzare e attirare l’occhio del lettore, per cui viene fuori leggermente “esagerato”.
      Succede sempre, ma lo scopo è appunto quello di portare le persone a leggere il contenuto.

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